TETTI PULITI

Tetti Puliti è una iniziativa ideata da FAIT per migliorare il decoro delle città nel pieno rispetto dei principi fondamentali: diritto all’informazione, alla tutela del patrimonio storico, culturale e paesaggistico e alla libera concorrenza. La proposta crea la base di un nuovo modello efficiente ed economico per l’erogazione di servizi pubblici, TV e banda ultralarga, a favore degli utenti che vivono in condominio senza necessità di finanziamenti pubblici.

La partecipazione al premio “Roma premia i suoi figli migliori” non ha lo scopo di avere pubblicità FAIT a costo zero, ma spinta forte e precisa verso il maggior decoro della città, con sviluppo economico e nuovi veri posti di lavoro a costo zero per la pubblica amministrazione.

La soluzione proposta è l’impianto multiservizio ex D.P.R. 380/2001 art. 135-bis e Guida CEI 306-2 da chiunque realizzato, da chiunque venduto e da chiunque installato e tenuto in manutenzione; comunque nel rispetto della normativa vigente.  

Grazie a tutti coloro che hanno aderito al progetto Tetti Puliti. 

Ringraziamo fin d'ora le associazioni, le scuole, le aziende, le comunità, le istituzioni e tutti i singoli cittadini che intendono aderire a questa nostra iniziativa. Grazie.

Giuseppe Pugliese

giuseppepugliese@inwind.it

 

IL PROGETTO

Roma presenta sui tetti e balconi circa 1,3 mln di antenne TV e 480 mila parabole; la maggior parte inutilizzate; nessuno sa quali. 

Il progetto Tetti Puliti favorisce la realizzazione di impianti in fibra ottica in grado di erogare molti servizi, tra cui la banda ultralarga, la TV centralizzata ed altri servizi condominiali.

L’impianto multiservizio, obbligatorio nelle nuove costruzioni ai sensi dell’art. 135bis DPR 380/2001 e Guida CEI 306-2, è parte della rete tlc del paese e permette a tutti gli utenti in un edificio di ottenere connessioni a banda ultralarga in fibra ottica ed altri servizi.

Il D.Lgs. 15/02/2016, n. 33 che definisce il condominio gestore di infrastrutture, regola all’art. 8 l’utilizzo dell’impianto multiservizio recitando:

“… Laddove un condominio … realizzi da sé un impianto multiservizio in fibra ottica … ha il diritto … di soddisfare tutte le ragionevoli richieste di accesso … secondo termini e condizioni eque e non discriminatorie, anche con riguardo al prezzo. …”.

Per il Direttore Reti di AGCOM al condominio si applicano “regole simmetriche”.

Ciò significa che l’impianto multiservizio è remunerato nelle tariffe telefoniche come l’impianto a banda ultralarga realizzato dai gestori telefonici che, per l’anno 2019, incassano nella tariffa un canone mensile di € 3,45 per utente e la mano d’opera viene remunerata oltre € 46/ora.

Questi alcuni vantaggi:

Roma crea lavoro per i propri cittadini, fa lavorare le imprese di Roma, valorizza le case di Roma, tutelando il risparmio dei romani.

Cosa chiedere a Roma?

Comunicare ai cittadini questa opportunità invece di imporre obblighi previsti da proprie delibere (95/2003) e da leggi della Regione e dello Stato: Comunicazione e non sanzioni!

Roma, verificata l’esattezza di queste informazioni, deve lanciare una campagna di comunicazione per spiegare l’opportunità di crescita.

Proponiamo di applicare le norme citate a Corviale, Municipio XI, dove è in atto una profonda ristrutturazione e dimostriamo che la vita dei romani può veramente cambiare!

Giuseppe Pugliese

 

IL PROGETTO

Roma presenta sui tetti e balconi circa 1,3 mln di antenne TV e 480 mila parabole; la maggior parte inutilizzate; nessuno sa quali. 

Il progetto Tetti Puliti favorisce la realizzazione di impianti in fibra ottica in grado di erogare molti servizi, tra cui la banda ultralarga, la TV centralizzata ed altri servizi condominiali.

L’impianto multiservizio, obbligatorio nelle nuove costruzioni ai sensi dell’art. 135bis DPR 380/2001 e Guida CEI 306-2, è parte della rete tlc del paese e permette a tutti gli utenti in un edificio di ottenere connessioni a banda ultralarga in fibra ottica ed altri servizi.

Il D.Lgs. 15/02/2016, n. 33 che definisce il condominio gestore di infrastrutture, regola all’art. 8 l’utilizzo dell’impianto multiservizio recitando:

“… Laddove un condominio … realizzi da sé un impianto multiservizio in fibra ottica … ha il diritto … di soddisfare tutte le ragionevoli richieste di accesso … secondo termini e condizioni eque e non discriminatorie, anche con riguardo al prezzo. …”.

Per il Direttore Reti di AGCOM al condominio si applicano “regole simmetriche”.

Ciò significa che l’impianto multiservizio è remunerato nelle tariffe telefoniche come l’impianto a banda ultralarga realizzato dai gestori telefonici che, per l’anno 2019, incassano nella tariffa un canone mensile di € 3,45 per utente e la mano d’opera viene remunerata oltre € 46/ora.

Questi alcuni vantaggi:

Roma crea lavoro per i propri cittadini, fa lavorare le imprese di Roma, valorizza le case di Roma, tutelando il risparmio dei romani.

Cosa chiedere a Roma?

Comunicare ai cittadini questa opportunità invece di imporre obblighi previsti da proprie delibere (95/2003) e da leggi della Regione e dello Stato: Comunicazione e non sanzioni!

Roma, verificata l’esattezza di queste informazioni, deve lanciare una campagna di comunicazione per spiegare l’opportunità di crescita.

Proponiamo di applicare le norme citate a Corviale, Municipio XI, dove è in atto una profonda ristrutturazione e dimostriamo che la vita dei romani può veramente cambiare!

Giuseppe Pugliese

giuseppepugliese@inwind.it

Cosa vuol dire “Tetti Puliti”

 

Premessa

L’ignoranza costa!

L’ignoranza fortifica i forti, indebolisce i deboli.

L’ignoranza allontana e divide.

I romani dicevano “dividi et impera”.

Quello che per me era un progetto di innovazione che mi ha spinto ad avvicinarmi a questa bella iniziativa di Roma che premia i suoi figli migliori, a pensarci bene, è invece un progetto di giusta e corretta comunicazione.

Dentro il progetto “Tetti Puliti” c’è solo una sana e corretta comunicazione di principi sconosciuti ai più e ben tenuti custoditi dai meno.

Se ai romani arriva una informazione giusta, spiegata correttamente, Roma migliora e risolve moltissimi problemi anche al di là del decoro urbano e della pulizia dei tetti deturpati dalle antenne. 

Con la conoscenza e la consapevolezza, tutto il resto è solo buon senso e logica.

Il tutto senza costi pubblici.

Entriamo nell’argomento.

Il Progetto

Cosa chiedo di spiegare ai romani:

Chiedo di far capire loro che se realizzano in proprio, volontariamente, un impianto denominato “multiservizio”, obbligatorio in tutti gli edifici nuovi ed in quelli in profonda ristrutturazione assentiti dopo il 1 luglio 2015, ai sensi del D.P.R. 380/2001 art. 135-bis (Testo Unico dell’Edilizia):

  • rispettano un decreto ministeriale (decreto MISE 22/01/2013) ed una delibera del comune di Roma (Delibera 95/2003) che impone l’impianto centralizzato TV;

  • valorizzano la propria casa perché la dotano di una serie di numerosi altri servizi avanzati, oltre la ricezione centralizzata della TV, terrestre e satellitare;

  • innescano un percorso virtuoso con il proprio condominio in quanto le manutenzioni straordinarie dei propri impianti di telecomunicazioni e di energia comportano risparmi anche superiori ai costi sostenuti.

Nel territorio si crea vero e stabile lavoro per progettisti ed impiantisti qualificati, ai sensi della normativa citata. Migliora la città sotto diversi punti di vista.

Si formano progettisti ed impiantisti in materia di reti di telecomunicazioni in fibra ottica.
 

Nasce la nuova professione: operatori di edificio.

 

Perché i risparmi ottenuti dai lavori sugli impianti condominiali sono superiori ai costi?  

 

Questa domanda è composta da due quesiti diversi.

Il primo è:

Perché un impianto condominiale crea ricavi, anche sotto forma di minori costi, per i proprietari delle case.

Questi “ricavi” o anche “minori costi” sono “annegati” (qualcuno utilizza il termine “nascosti”) all’interno delle tariffe pagate dagli utenti ai gestori dei servizi di telecomunicazioni.

  1. Tutti i soggetti che nel mondo occidentale realizzano e tengono in manutenzione infrastrutture hanno riconosciuto un compenso, definito equo e non discriminatorio, pagato dai gestori di rete che utilizzano quelle infrastrutture per erogare i propri servizi agli utenti. 

  2. Questo principio si applica anche alle reti di telecomunicazioni utilizzate per erogare i servizi di dati e voce a tutti i cittadini, compresa la rete esistente all’interno dell’edificio.

  3. I gestori dei servizi di rete, per veicolare i propri servizi alla clientela devono utilizzare l’infrastruttura di rete che è più conveniente.  In questo modo si assicurano agli utenti le tariffe telefoniche (internet e telefono) più basse possibili.  Il compenso equo e non discriminatorio è uno dei costi componenti la tariffa pagata dagli utenti.

  4. Con il decreto legislativo n. 33 del 2016 i condomìni sono assimilati a gestori di infrastrutture e possono realizzare e tenere in manutenzione la rete di telecomunicazione dell’edificio. Se la fanno bene, la rete condominiale costa meno di quella realizzata o realizzabile dal gestore e, con questa premessa verificata, quella è la rete che gli stessi gestori devono utilizzare per erogare i propri servizi agli utenti nell’edificio.Gli stessi operatori, però, a loro volta, devono corrispondere ai loro utenti, ora proprietari dell’infrastruttura per il tramite del condominio, un compenso equo e non discriminatorio deciso dall’Autorità competente, nel nostro paese, AGCOM.

  5. Far bene un impianto multiservizio significa progettarlo e realizzarlo da parte di personale qualificato dalla legge per farlo nel rispetto della Guida Tecnica 306-2 emanata dal CEI – Comitato Elettrotecnico Italiano

Ogni utente nel condominio paga le tariffe all’operatore da lui scelto in funzione del servizio richiesto, ma ciascun operatore paga al condominio quel compenso equo e non discriminatorio spettante per l’utilizzo della rete realizzata e tenuta in manutenzione dal condominio stesso.

 

Spiegato il meccanismo del “ricavo” per il condominio, andiamo al quesito successivo:

 

Perché, nel caso di impianto multiservizio, affermiamo che i ricavi o, anche, i “minori costi” possono, per gli utenti, essere superiori al costo dell’impianto?

 

Per dimostrare questa asserzione andiamo a vedere quali sono nel 2019 i costi che l’operatore di rete con significativo potere di mercato, cosiddetto operatore smp, cioè Telecom Italia ha presentato all’Autorità competente per l’approvazione.

Questi costi si riferiscono alla infrastruttura presente nell’edificio; infrastruttura che il condominio può realizzare in proprio, con personale qualificato ai sensi della normativa vigente, sotto forma di impianto multiservizio ex Guida CEI 306-2.

 

Costi dichiarati da Telecom Italia per l’anno 2019 relativi all’impianto in fibra ottica all’interno dell’edificio.

    3,45 €     canone mensile per ogni Segmento di Terminazione in Fibra Ottica;

  82,43 €     contributo di attivazione per utente connesso non attivo;

  82,43 €     contributo di migrazione per utente connesso attivo;

  70,74 €     contributo di disattivazione per utente connesso attivo;

173,33 €     contributo per la realizzazione del Punto di Mutualizzazione (PMI) all’interno dell’Edificio, alla
                   prima richiesta di accesso al PMI;

345,51 €     contributo per lo studio di fattibilità (SdF);

  72,51 €     cessazione del segmento di terminazione in fibra ottica;

147,51 €     contributo per l’aggiornamento della banca dati alfanumerica per ogni SdF seguito dall’ordine;

  85,40 €     contributo in caso di intervento a vuoto di Manutenzione straordinaria.

 

Costo orario della manodopera pari a 46,78 €/h;

Maggiorazione del 25% per interventi in ore notturne o in giorni festivi e del 50% per interventi urgenti.

Questi dati sono contenuti nel documento denominato “Offerta riferimento TIM 2019 Servizi Accesso NGAN.pdf” pubblicato alla pagina web:  

https://www.wholesale.telecomitalia.com/it/offerte

 

Si deve tener presente che l’impianto a banda ultralarga realizzato da un gestore di servizi di rete presenta una forte inefficienza di base in quanto si realizza utente per utente.

In un edificio composto da 20 appartamenti l’impianto si realizza con altrettanti interventi.

Tanti interventi quante sono le richieste da parte degli utenti di attivare i servizi.

I costi quindi devono remunerare questa impostazione.

L’impianto multiservizio invece, in quanto impianto condominiale si realizza tutto e tutto insieme; per tutti gli utenti del condominio.

Se si deve realizzare un impianto centralizzato TV si realizza per tutti; stessa cosa per il telefono ed il citofono.

Noi sosteniamo che questi costi, applicati all’impianto multiservizio sono alti; potrebbero essere più bassi.  

AGCOM, in una nota del suo Direttore Reti di Telecomunicazioni, ing. Giovanni Santella sostiene, in prima approssimazione, che all’impianto multiservizio si applicano regole simmetriche.

Questa definizione tecnica significa di fatto e di diritto che un condominio potrebbe richiedere ai gestori che offrono i propri servizi dati e voce agli utenti dell’edificio gli stessi compensi da loro percepiti per il proprio impianto; quindi i costi riportati nella tabella di cui sopra.

Con quei costi l’impianto e la sua manutenzione è praticamente ripagato.

Si tenga presente che questo ragionamento deve essere approfondito perché potrebbe avere ripercussioni anche in tema di spesa pubblica.

E’ infatti noto che tutti i cittadini hanno diritto ad ottenere servizi a banda ultralarga.

Anche quelli che vivono in zone disagiate dove i gestori dei servizi di rete non hanno la convenienza a portare la rete in fibra ottica.

Queste zone sono state definite “zone bianche”.

Nelle zone bianche interviene lo Stato che contribuisce a realizzare l’infrastruttura a proprie spese.  Ciò accade, o dovrebbe accadere, anche per le infrastrutture all’interno degli edifici.

A questo punto mi chiedo: perché si dovrebbe realizzare con spese pubbliche la rete a banda ultralarga realizzata dai gestori dei servizi di rete al posto dell’impianto multiservizio che costa meno e fornisce maggiori servizi ai proprietari?

Si deve inoltre tenere presente che la natura “multiservizio” dell’impianto prevede che all’aumento dei servizi possono aumentare i ricavi per il condominio proprietario.

All’aumentare dei ricavi diminuisce il costo “equo e non discriminatorio” riconosciuto al condominio proprietario (non si deve guadagnare con l’infrastruttura) e così diminuiscono le tariffe per tutti i cittadini.   Diventa un circolo virtuoso.   O almeno così dovrebbe tendere ad essere.    Si deve mettere in moto il meccanismo.

Questo chiedo al comune di Roma Capitale!

 

Chiedo al comune di Roma Capitale di verificare l’asserzione che l’impianto multiservizio costa meno dell’impianto a banda ultralarga realizzato dai gestori dei servizi di rete.

Una volta verificata questa informazione, lo stesso Comune chiama a raccolta i suoi cittadini e comunica loro che ora hanno a disposizione uno strumento per pulire i tetti delle proprie case da tutte le antenne non necessarie, togliendo anche la selva dei cavi prospicienti le pubbliche vie.

Così si avvia il percorso virtuoso che ho descritto nel progetto.

ROMA: Antenne, parabole e cavi volanti a vista dalle pubbliche vie

Prima

Dopo

Foto di un condominio di Roma prima e dopo la sua ristrutturazione.
La riqualificazione dell'edificio non ha previsto la rimozione della selva di antenne nonostante le Delibere in vigore, che obbligano gli edifici in profonda ristrutturazione l'Impianto Multiservizio in fibra ottica.

 

 

Documentazione per approfondire

ARERA

l'Autorità per l'energia dichiara di voler finanziare i condomini per realizzare 40.000 bonifiche di montanti elettriche nelle città di Roma e Milano

LINEE GUIDA

Arrivano le Linee Guida del CNPI, Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dei periti industriali laureati

 

TIM

Offerta di riferimento
TELECOM ITALIA per l'anno
2019

COSTI

Impianto Multiservizio  - Costo impianto e calcolo ammortamento

FAQ

Frequently Asked Questions

Tetti Puliti

 

Perché “Tetti Puliti” nel “Nuovo Corviale”?

Ho proposto l’applicazione del progetto “Tetti Puliti” nel complesso del “Nuovo Corviale”, il cosiddetto “Serpentone”, perché è una vera e propria sfida.

Trattasi di “… interventi di riqualificazione e rigenerazione urbana di edilizia pubblica più complessi mai realizzati a Roma …”, queste parole non sono mie ma del Governatore della Regione Lazio.

La stessa regione che all’articolo 8 comma 8 della propria legge sulla riqualificazione urbana (Legge Regione Lazio n. 7 del 18/07/2017) ha riportato l’obbligo di realizzare l’impianto multiservizio in tutti gli interventi previsti dalla stessa norma.

Visto che la realizzazione di questo impianto è obbligatoria, sia per legge dello Stato (D.P.R. 38072001 art. 135-bis, che per la citata legge regionale, si dimostrerà che nel nuovo Corviale:

si toglieranno tutte le antenne, le parabole ed i cavi volanti prospicienti le pubbliche vie;

si creeranno contemporaneamente nuovi posti di lavoro, (operatore di edificio) con l’abbassamento delle tariffe telefoniche; i residenti avranno servizi efficienti ed efficaci,

Chiedo a chi non è ignorante e conosce la “pratica” del Nuovo Corviale.

Ma è stato previsto nel progetto la realizzazione dell’impianto multiservizio obbligatorio per leggi della regione e dello Stato?

 

Impianti Multiservizio già realizzati

 

I "Figli di Roma" che hanno adottato i principi del Progetto Tetti Tuliti e vogliono contribuire al decoro di Roma

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